
Prefazione di Jimi Dini - Presentazione di Morpheus - Premessa - 1. La Costituzione un pezzo di carta - 2. Discorso di Bob Kennedy sullo sviluppo economico del 1968 - 3. Lo sviluppo: un mito del mondo occidentale - 4. La scuola a casa: è obbligatoria l’istruzione non la scuola - 5. Libertà, potere e società - 6. L’iceberg del conflitto - 7. L’epoca della diffidenza - 8. Il supermercato della democrazia televisiva - 9. Le pretese democratiche: l’”altro” è inumano - 10. La società devitalizzata - 11. La qualità che conta: non avere nessuna qualità - 12. L’umano è fragilità - 13. La felicità nell’epoca del modernismo - 14. Siamo tutti agenti segreti - 15. Il modernismo educatore dell’anima divisa - 16. Le leggi contro natura delle megalopoli urbane - 17. La pratica del contropotere - 18. Sarà pace per sempre? - 19. Il dominio si fonda sull’eliminazione del conflitto - 20. Il biopotere dell’impero post-moderno - 21. Il terrorismo: solo uno spauracchio - 22. Trasparenza securitaria - 23. Politica come religione - 24. E’ la repressione che trasforma il conflitto in scontro - 25. Grandi o piccoli cambiamenti? - 26. In ogni situazione c’è conflitto - 27. L’essenza del conflitto - 28. Formattazione del conflitto - 29. Differenza tra scontro e conflitto - 30. La crisi è l’occasione per riprendersi la vita - 31. L’identità personale si fonda sul conflitto - 32. La crisi è nel negare il conflitto - 33. Il corpo come macchina - 34. Livelli di conoscenza - 35. Cambiamenti in corso - 36. Inutili speranze - 37. Avvenire o divenire - 38. La formazione che non serve - 39. Libertà e responsabilità - 40. Il controllo del non agito - 41. Dallo stato dei diritti allo stato dei privilegi - 42. Soluzione finale - 43. Puttane ed intellettuali - 44. Scusate … siamo razzisti - 45. Potere imperiale - 45.a. La produzione della vita - 45.b. Società e comunicazione - Conclusioni - Bibliografia - Note
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Si è creato un groviglio tra corrotti e corruttori dal quali gli italiani difficilmente ne usciranno.
Nel corso della storia il primo maggio ha avuto significati diversi, ma quello che lo ha lungamente contraddistinto era la festa del mondo del lavoro che per un giorno, solo per un giorno, si liberava dalla costrizione del lavoro.
Nell’articolo di Monica Raucci su “Il Fatto Quotidiano” di Venerdì 23 aprile 2010 ho scoperto con mio grande rammarico che Carlo Azeglio Ciampi si è dimesso da Presidente del Comitato dei Garanti per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Dopo le dimissioni di Ciampi sono seguite quelle di Dacia Maraini, Ugo Gregoretti e altri.
Mi ha particolarmente colpito questa lettera tratta da "Il fatto quotidiano" di venerdì 19 febbraio 2010